11 ottobre 2020 - Como, Cattedrale

Domanda di ammissione agli Ordini

Giorno grande e solenne è questo per voi, in cui la vostra chiamata riceve il suo sigillo dalla Chiesa.

Fino ad oggi avete sì avvertito una speciale attrazione da parte del Signore e vi è parso che la sua voce si facesse sempre più insistente. Non sono mancati già lungo questi anni tanti segni di conferma.

Voi avete avuto modo di verificare se questa vostra  chiamata, indirizzata a ciascuno di voi in un modo particolarissimo, non fosse già predeterminata, cosi da allentare la vostra libertà, tale da rendere meno autentica la vostra risposta.

Avete intravisto i doni di natura e di grazia necessari per intraprendere la luminosa via del presbiterato e insieme vi siete resi conto di quante difficoltà il mondo pone a chi cerca di vivere secondo il vangelo e non in virtù di una logica mondana .

Oggi è la madre Chiesa stessa che con l’autorità ricevuta dal suo Signore e Sposo, vi incoraggia, conferma e autentifica la vostra chiamata a seguire Gesù nel sacerdozio ministeriale.

C’è ancora tempo, certo, per discernere, per approfondire, per acconsentire ai sempre nuovi appelli dello Spirito, ma per quello che sta in voi, siate certi della fedeltà di Dio.

Se lo vorrete, se vi impegnerete ad intensificare la vostra relazione con Cristo e a servire umilmente la Chiesa nei luoghi e nelle forme che vi si presenteranno, il Signore Gesù porterà a compimento la sua opera.

E sarà la vostra gioia e molti ne godranno per le opere di salvezza che Gesù Cristo compirà attraverso la vostra azione apostolica . “La mano del Signore si poserà su questo monte”, ossia constaterete nel tempo le opere che il Signore realizzerà attraverso di voi, a vantaggio dei fratelli di cui vi prenderete cura.

Confidate quindi nell’aiuto continuo che il Signore non si stancherà di offrirvi e così potrete affrontare ogni difficoltà, ogni fatica, ogni resistenza, perfino le vostre cadute. Potrete anche voi affermare quello che in tutta umiltà ci confida S. Paolo nella seconda lettura: “tutto posso in Colui che mi dà forza”.

Umanamente parlando, la Chiesa sta attraversando un periodo molto difficile e complesso, con un grande travaglio interno, tipico di ogni periodo di riforma, ma non dubitate. Essa è protetta e sostenuta dal suo Signore e sempre animata dalla forza invincibile dello Spirito Santo.

Se anche la Chiesa diventasse piccola numericamente, essa è destinata a diventare il faro del mondo. A maggior ragione impegnatevi ad essere voi stessi luce che illumina la notte oscura.

In questo modo, molti potranno sperimentare la vittoria di Cristo risorto su ogni forma di male, con il quale il nemico vorrebbe tenere nascosto e soppiantare il bene, che sembra perdente e che tuttavia avanza, senza far rumore, e vince mediante il sacrificio e l’impegno di coloro che prendono sul serio la sequela del Signore.

Non dimenticate che siete membri di una Chiesa martire. Sentitevi orgogliosi per questo dono e lieti di essere chiamati a farvi parte. Lo testimoniano quanti in questi anni hanno sacrificato la loro vita per Cristo, da suor Maria Laura Mainetti a don Renzo Beretta, da Giulio Rocca al nostro don Roberto Malgesini.

Esiste per tutti noi  la possibilità di un “martirio quotidiano”, fondato cioè sulla fedeltà, sulla pazienza, sull’amore donato e non riconosciuto, sulla accoglienza della volontà di Dio, che permette di svolgere compiti e ruoli umanamente impegnativi, per i quali ci si sente impreparati o poco disposti.

Contate non tanto sulle vostre forze, quanto sulla fedeltà di Dio, che chiama alle nozze del suo figlio, ossia ci riveste dell’abito nuziale, ci rende degni della sua amicizia e ci invita a fare festa con Lui. Beati voi se accetterete di essere parte preziosa, quali invitati alle nozze, indossando la veste gloriosa dell’uomo nuovo, creato in Cristo Gesù nella giustizia e nella santità.