9 settembre 2017

Ordinazione diaconale

Cari fratelli e amici nel Signore, che state per essere ordinati diaconi, e voi tutti, che componete questa assemblea Santa, testimoni di questo nuovo evento di grazia: Rallegratevi e gioite perché la misericordia del Signore si rende ancora una volta visibile in mezzo a noi, testimoniando così la fedeltà e l’amore incondizionato di Cristo per la sua amata sposa, la nostra Chiesa, la quale si arricchisce di due nuovi diaconi. Essi si mettono a nostra disposizione, come risposta  all’amore di Cristo, che li ha scelti e chiamati,  intendono collaborare al nostro ministero  per alimentare la fede del popolo di Dio  e  promuoverla mediante il servizio della carità.

C’è da stupirsi che oggi, dentro un mondo che invita a ripiegarsi su di sè e pensare al proprio esclusivo benessere, al contrario, ci siano dei giovani che, esperti della vita e con garantite possibilità di realizzazione umana,  attraverso una maturazione progressiva, hanno accettato di dare un diverso significato alla propria vita,  a partire non dalla ricerca del proprio tornaconto, ma dal dono di loro stessi, a imitazione di Gesù, che non è venuto per farsi servire, ma per donarsi a tutti, a immagine del Dio trinitario, che è pura effusione d’amore. Questi sono i veri miracoli della grazia: lasciarsi trasformare dallo Spirito santo per rivestirsi della mentalità evangelica e divenire così simili al chicco di grano, che caduto in terra e morendo, produce molto frutto, proprio come Gesù, che consacrato in Spirito santo, è passato beneficando e sanando tutti fino al dono supremo della vita.

Cari ordinandi diaconi: quasi sottovoce, ma con molto realismo, vi confido che secondo una logica puramente umana non è abituale accettare di diventare come un chicco di grano che cade in terra e muore per portare molto frutto. Tanto meno non è facile perseverare in questa scelta. Al di  là di tanta retorica sul servizio e di buone intenzioni, all’atto pratico, quando occorre obbedire alla mentalità evangelica, si possono  sempre trovare buone ragioni umane plausibili per giustificarsi, convincere se stessi e gli altri che è più prudente scegliere differentemente, ma così si rinuncia a identificarsi con il chicco di frumento che muore e porta frutto e sottrarsi a questo santo proposito. Il dono di se stessi è costoso perché è frutto dell’amore. Certi rischi, certe scelte, certe obbedienze si possono compiere solo se si ama alla maniera di Gesù.

Se volete veramente seguire il Signore occorre che lo seguiate imitando lui, che non si è sottratto alla fedeltà dell’amore anche quando perfino gli apostoli tentavano di convincerlo che non era prudente scegliere la croce, ossia perseverare nell’amore e che era meglio sottrarsi da scelte che lo avrebbero reso impopolare, reietto dagli uomini. Avete scelto come motto programmatico della vostra ordinazione la frase evangelica: “dove sono io, la’ sarà anche il mio servitore”. È’ una frase impegnativa. Dove è Gesù? Dove siete voi?

Gesù è sulla croce, che ama anche coloro da cui non è amato. Gesù è sulla croce anche se, umanamente parlando, sente tutta la distanza dal Padre, condividendo così la sorte di quanti scelgono di stare lontani da Dio, eppure continua a confidare in Lui, nella sua fedeltà e nel suo amore. Vi auguro che voi siate sulla croce del vostro servizio, quello che non avete scelto, ma che vi è stata affidata. “Se uno mi serve il Padre lo onorerà”, promette Gesù. Fedele  è Gesù a questa promessa. Tocca a voi, adesso e in futuro, essere fedeli a lui.