11 novembre 2017

I poveri, quale attenzione?

Resoconto sintesi Consiglio pastorale

Consiglio pastorale diocesano a Como : “Poveri noi e poveri tutti”.
Sembrerebbe un titolo vittimistico ma non lo è. Lo spieghiamo dopo.
Noi del Consiglio pastorale diocesano ci siamo ritrovati in seminario a Como due giorni per conoscerci, riflettere e confrontarci sul tema della povertà. Ci hanno proposto dei momenti di confronto tra di noi in cui ad ognuno veniva data l’occasione di riflettere sulla sua realtà parrocchiale, farsi guidare dallo Spirito e condividere fraternamente le sue opinioni.
Serve ad una diocesi e ai suoi rappresentanti chiedersi come percepiamo la nostra realtà rispetto ai poveri, per poi cogliere insieme, come i credenti della diocesi rispondono a tutto ciò.
Ci è parsa un’occasione interessante e edificante potersi dire chi sono i poveri, quelli visibili e quelli invisibili, capire come affrontiamo queste difficoltà, ma soprattutto cogliere tutto ciò non come problema, ma come vera opportunità di apertura, di rinnovamento e di condivisione.
Sì, i poveri siamo anche noi, ad ognuno qualcosa manca; Gesù ci ricorda che i poveri saranno sempre con noi, perché sono loro che ci fanno crescere nell’amore. E allora poveri siamo tutti.
Grazie ad alcune testimonianze abbiamo sentito come sta la nostra Diocesi nel lavoro, coi migranti, nelle carceri, nei centri di ascolto, nelle famiglie ecc. in particolare come nelle nostre parrocchie influenzano di più gli slogan mediatici che il vangelo, come non sempre al centro della nostra quotidianità mettiamo uomini e donne poveri, come vedere non solo le povertà materiali, anche quelle spirituali, le dipendenze, le mancanze di significato nella vita, ecc per diventare capaci di cercare i poveri e non aspettare che arrivi la giustizia e la carità. Così saremo uomini e donne che favoriranno incontri e non saremo solo dispensatori di servizi.
Il nostro vescovo Oscar ci ha molto ascoltato, ci ha ricordato che noi siamo chiesa nel mondo, che tutto ciò che ci siamo detti realizza l’essere chiesa viva e chiesa povera, che occorre dare tempo, spazio e cuore ai nostri poveri che vediamo e non vediamo. Aprirsi al povero con amicizia riconosce le persone amate.
Ci ha lasciato un dubbio: cosa impariamo dai poveri?
Ci ha invitato a sognare una chiesa nuova, in uscita, a sviluppare la fantasia della carità. Non dimentichiamoci che la carità è espressione della nostra fede. “Dimmi quanto accogli e ti dirò quanto credi”.
Grazie a tutte le sorelle e i fratelli che insieme, per un sabato e una domenica, si sono presi cura della nostra diocesi.
Annalisa per il CPD.