Bianzone, 2 ottobre 2021

Ingresso di don Tullio Schivalocchi

Cari parrocchiani di Bianzone,

Considerate la presenza tra voi del vostro nuovo parroco, don Tullio, come una vera e propria benedizione, un segno di una particolare benevolenza da parte del Signore e della sua Chiesa. Con la scarsità di preti che sperimentiamo (ne abbiamo persi 40 dal 2018 a oggi), avere un prete tra voi è un lusso, ma insieme anche una responsabilità.

La gratitudine per questo dono, deve essere una risposta comune, che deve interessare tutti i membri della parrocchia. Non siete abbandonati a voi stessi. Questa certezza vi deve responsabilizzare, vi impegna a un coinvolgimento maggiore, vi permette di sentirvi maggiormente in sintonia tra di voi, ma anche con le altre parrocchie del vicariato. La Chiesa non si conclude nel limite ristretto della vostra sola parrocchia.

Don Tullio viene tra voi, ma non come un navigatore solitario, a cui viene affidata tutta la responsabilità e la gestione della vita comunitaria. Il prete non è un tutto fare, a cui è affidato il peso spirituale e insieme materiale della comunità.

Su un veliero sono necessari, anzi indispensabili, i rematori, oltre chi guida e orienta la nave. Non dubitate poi della presenza efficace dello Spirito santo, che gonfia le vele e permette di procedere speditamente.

La parrocchia ha ancora oggi una missione importante e insostituibile. Essa è l’insieme di battezzati e cresimati che in un territorio ben preciso, tra le case della gente, offrono alla società una testimonianza umile, ma creativa, di vita evangelica, che fermenta e trasforma dal di dentro.  Non basta sentirsi un piccolo gregge che si raduna esclusivamente nei momenti liturgici, essi pure indispensabili, ma si accontenta di una celebrazione, senza dimenticare chi è lontano o ne è escluso o ha abbandonato la fede.

Proprio perché la S. Messa va vissuta nella vita, occorre che i cristiani sappiano testimoniare missionariamente, rivolgendosi a tutti e in tutti i modi, che Dio ama i suoi figli, li cerca, li attende, non esclude nessuno ed entra in contatto con loro attraverso la presenza attiva e fedele di altri fratelli e sorelle, che si prendono cura di essi e condividono la loro esistenza recando loro la consolazione e la pace di Dio.

Allora, coraggio, vivete con gioia l’accoglienza del vostro nuovo parroco, ma non lasciatelo solo! Egli è inserito nel presbiterio di Tirano e deve trovare il tempo per vivere con gli altri sacerdoti per dare una immagine di unità, innanzitutto, e poi di reciproca edificazione, in una collaborazione pastorale sincera e leale. Non potrà lasciare certi incarichi che già espletava a Tirano, e dovrà trovare modo di organizzarsi così da continuare a servire il popolo di Dio che ha bisogno del suo contributo.

Caro don Tullio, io ti accompagno con la benedizione del Signore. Vivi in pace e con gioia i compiti che ti sono affidati e Dio compirà attraverso di te la sua opera!

+ Oscar Cantoni, Vescovo di Como