Messaggio per l'Assemblea dell'AC (3 marzo)

La Chiesa è giovane, non si aggrappa alle consuetudini

Carissimi associati di Azione Cattolica, è con vera gioia che saluto voi, convenuti per la consueta Assemblea Diocesana. Purtroppo impegni pastorali a livello nazionale mi impediscono di essere con voi di persona, come è accaduto nei due anni passati, ma desidero comunque farvi giungere l’augurio di un lavoro fecondo, nella convinzione che l’Azione Cattolica sia una risorsa quanto mai fondamentale per la ricchezza della vita nelle nostre comunità parrocchiali e dell’intera Diocesi.

Mi rallegro del tema che avete scelto per i vostri lavori assembleari, ispirandovi alle parole di Papa Francesco: “Siete il presente, siate il futuro più luminoso”. Mi rallegro, perché ormai ben sapete quanto io abbia a cuore l’attenzione ai giovani, alle loro domande, ai loro bisogni, ma soprattutto alle loro ricchezze.

Troppo spesso si guarda ai giovani solo come ai destinatari della nostra pastorale e non ci si accorge di quale tesoro di grazia essi siano depositari e di come troppo a fatica trovino spazi nei quali poter fa emergere la loro creatività. Per questo mi compiaccio che la vostra riflessione parte dal ricordare ai giovani e a tutti i cristiani che senza i giovani, non c’è neanche l’oggi della Chiesa. E’ bello che abbiate il coraggio di scommettere sui giovani per dare un futuro luminoso alla Chiesa. Non abbiamo bisogno di una Chiesa aggrappata alle proprie stanche consuetudini, ma piuttosto di una Chiesa che sappia rinnovarsi e trovare nuove luci, nuovi percorsi, nuovi modi per vivere l’unico e immutabile Vangelo di Gesù. Mi complimento infine anche del metodo che avete scelto, di dare spazio al confronto e al dialogo tra generazioni diverse. E’ una grossa scommessa anche questa: in un modo in cui la tecnologia e disponibilità di risorse hanno reso molto più marcata la distanza tra giovani e meno giovani, è una testimonianza forte quella di chi prova a trasformare proprio questa distanza in una nuova risorsa.

Questo basti a dirvi quanto mi dispiaccia di non poter essere presente tra voi, ma vi assicuro che farete un dono molto gradito, se mi offrirete il resoconto dei vostri lavori.

Augurandovi pertanto un intenso e proficuo lavoro in vista del bene dell’intera nostra Chiesa, rinnovo i miei saluti e invoco di cuore la benedizione del Signore per ciascuno di voi e per l’intera Associazione.

+ OSCAR CANTONI, vescovo