In conclusione i lavori del Sinodo della Chiesa Universale

La saggezza del tempo

Il sinodo sui giovani è entrato nella fase finale. Gli apporti alla discussione da parte dei singoli padri e degli altri partecipanti all’assemblea sono terminati. È tempo di fare sintesi e di produrre il documento conclusivo, che verrà poi consegnato al papa. Certo, non è questa impresa facile. Si può solo immaginare la fatica alla quale la commissione per la stesura del documento avrà dovuto sobbarcarsi.

Ricordiamo che il sito web del quotidiano “Avvenire” propone una sezione dedicata ai lavori del Sinodo (per accederVi clicca qui) mentre a questo cliccando qui è possibile accedere al sito internet ufficiale del Sinodo.

Papa Francesco rammenta la lezione della storia: «I giovani sappiano come cominciano i populismi: seminando odio». Dialoga con giovani e anziani alla presentazione, il 24 ottobre 2018 all’«Augustinianum», del libro «La saggezza del tempo» (250 interviste ad anziani di 30 Paesi), ricorda come nacque il nazismo e chiede di non dimenticare la lezione del passato. 

«Quale è la strada per la felicità?» domanda Federica Ancona , 26 anni. Francesco: «Quella di oggi è la cultura del trucco, quello che conta sono le apparenze e il successo, anche se si calpestano gli altri». Un esempio plastico: «La mano della competizione è chiusa e prende, fa i calcoli, non si mette in gioco. Aprire la mano è l’anti-competizione, si mette in gioco, si sporca le mani, ha la mano tesa per salutare e abbracciare». Propone il servizio contro questa cultura che annienta i sentimenti: «Se tu nella vita non rischi, mai sarai matura, mai dirai una profezia. La cultura del convivere, della fraternità è una cultura di servizio che si apre e si sporca le mani. Questo gesto, della mano aperta, è essenziale».

La fede si trasmette nel dialetto di casa – Ai maltesi Tony e Grace Naudi 71 e 65 anni, che chiedono aiuto e incoraggiamento, Bergoglio risponde: «La fede va trasmessa nel dialetto familiare di casa. I nonni nei momenti più difficili trasmettono la fede. Sotto le dittature del secolo scorso, i nonni di nascosto insegnavano a pregare e portavano i nipoti a battezzare. La fede si trasmette nel dialetto dell’amicizia e della vicinanza: non è soltanto il Catechismo ma è modo di gioire, rattristarsi, vivere. Bisogna convincere: la fede non cresce per proselitismo ma per attrazione. Solo una contro-testimonianza con la mitezza e la pazienza, quella di Gesù, tocca i cuori. Ai genitori e nonni consiglio molta comprensione, tenerezza, testimonianza, pazienza e preghiera».

«Com’è facile far crescere l’odio tra la gente» – La 83enne Fiorella Bacherini, tre figli di cui uno gesuita, è preoccupata dalla crudeltà contro i rifugiati. Il Papa, di solide radici argentino-piemontesi, figlio di emigranti dall’Astigiano all’Argentina, racconta che «ho imparato da mio nonno che ha fatto la Prima Guerra mondiale sul Piave, anche le canzoni molto ironiche contro il re e la regina. La guerra lascia milioni di morti della grande strage. Ho conosciuto la seconda guerra mondiale a Buenos Aires con tanti migranti italiani, polacchi, tedeschi. È importante che i giovani conoscano il risultato delle due guerre perché non cadano nello stesso errore; sappiano come cominciano i populismi: seminando l’odio, come fece Hitle. Seminare odio è facile, nella scena internazionale e nel quartiere, con le chiacchiere»

In corso la terza guerra mondiale a pezzetti – Einstein diceva: «La quarta guerra mondiale sarà fatta con pietre e bastoni perché la terza distruggerà tutto». Aggiunge: «Hitler copriva l’odio con la purezza della razza, ora con i migranti. L’Europa è stata fatta dai migranti. Prima di dare un giudizio, dobbiamo riprendere la storia europea. Il nuovo cimitero europeo si chiamano Mediterraneo ed Egeo In America i migranti italiani sono stati con il cuore e la porta aperta. Serve l’integrazione, come ha fatto la Svezia: quanti argentini e uruguayani ha accolto la Svezia che li ha integrati con scuola e lavoro». Quando andò in Svezia nel 2016 per il mezzo millennio della Riforma luterana (1516-2016) «venne a salutarmi una ministra figlia di una svedese e di un immigrato dall’Africa».

Il dono del pianto, come aveva Gesù – Il 75enne regista americano Martin Scorsese gli chiede: «In che modo oggi un uomo può vivere una vita buona e giusta in una società dove regnano avidità e vanità, potere e violenza?». Francesco si chiede «Come insegnare ai giovani che la crudeltà è una strada sbagliata?» e risponde: «Il dono del pianto è umano e cristiano e Gesù nei momenti più difficili ha pianto. La strada è la non violenza, la mitezza, la tenerezza, queste virtù umane che sembrano piccole ma sono capaci di superare i conflitti più brutti».

Ultima settimana di lavoro del Sinodo – Si discute del documento finale. Per un mese l’assise ha parlato di giovani normali come il torinese Pier Giorgio Frassati, come il milanese Carlo Acutis, morto 15enne a Monza il 12 ottobre 2006 di leucemia fulminante. Venerabile dal 5 luglio 2018, dice spesso: «L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo». Ragazzo semplice, gioioso, intelligente, impegnato, genio dell’informatica, mette il suo talento al servizio della parrocchia e del volontariato portando Gesù a chi lo contatta attraverso Internet e creando mostre virtuali su argomenti di fede. Con la sua testimonianza riporta alla fede i genitori e tanti che conoscono dopo la morte. Il documento finale raccoglie il dibattito in aula e nei gruppi linguistici. Non ci sono state  le punte polemiche, in aula e sui media, dei Sinodi sulla famiglia del 2014 e del 2015. La ripetitività degli argomenti ha tenuto lontano i media che si buttano sui temi ecclesiali quando «sentono odor di sangue».

La gioiosa esperienza dei discepoli di Emmaus – Il documento finale è diviso in tre parti «Riconoscere, interpretare, scegliere» alle quali sono abbinate le frasi salienti del brano dei discepoli di Emmaus (Luca 24,13-53): «Camminava con loro; Si aprirono loro gli occhi; Partirono senza indugio». I 173 paragrafi sono frutto di un lavoro di squadra dei padri sinodali e dei partecipanti a vario titolo, in particolare i giovani. Il documento viene votato punto per punto e deve raggiungere una maggioranza dei due terzi. Primo e principale destinatario è il Papa che preparerà un’esortazione apostolica post-sinodale. Il documento non ha un linguaggio propriamente giovanile ma pastorale. Ai giovani è indirizzata una lettera dei padri sinodali, come fece il Concilio Vaticano II 53 anni fa con il «messaggio ai giovani». Essi desiderano una Chiesa trasparente e povera. Le parole del Crocifisso di San Damiano a Francesco d’Assisi «Va e ripara la mia Chiesa» sono uno stimolo per tutti.