Cattedrale di Como, 1° gennaio 2022

Chiamati ad essere artigiani di pace mediante l’intercessione di Maria

Omelia nella Solennità di Maria SS.ma Madre di Dio

Incominciamo il nuovo anno invocando sul mondo intero la benedizione del Signore quale auspicio di grazia e di pace: con la sua venuta nella nostra carne e nella storia, il Figlio di Dio ha portato la più grande benedizione, una luce che non si spegne. Egli dona e offre ai credenti e a tutti gli uomini di buona volontà la possibilità di costruire la civiltà dell’amore e della pace. Mediante l’intercessione di Maria, sua e nostra madre, siamo chiamati tutti, cristiani e non, a farci sempre più “artigiani di pace”. Ce lo ricorda papa  Francesco in questa giornata della pace, che oggi, secondo una pluriennale tradizione, si celebra nella Chiesa in ogni parte del mondo.

Se la pace è continuamente compromessa in varie regioni del mondo a causa di guerre, malattie pandemiche, degrado ambientale, per la fame e la sete che ancora sussistono (ed è compito di quanti hanno la responsabilità di reggere i popoli e gli Stati trovare le necessarie soluzioni), anche a noi è chiesto il compito di farci, nel nostro contesto di vita, “artigiani di pace”. A tutti, infatti, è data questa responsabilità, a partire dal proprio cuore, dalle comuni relazioni in famiglia, nei nostri impegni professionali con i colleghi di lavoro, nelle nostre attività di condivisione a vantaggio delle nostre Comunità ecclesiali e civili. La pace è sì un dono dall’Alto, ma nello stesso tempo, è anche frutto di un impegno che coinvolge responsabilmente ognuno di noi, in prima persona, e di cui dovremo rendere conto.

Nel messaggio che papa Francesco ha inviato quest’anno ai cristiani e a tutti gli uomini di buona volontà, per questa giornata, ci vengono indicati tre strumenti per edificare una pace duratura.

Il primo mezzo a cui il Papa allude è il dialogo tra le generazioni. Esso è frutto di una reciproca fiducia. Oggi più che mai è necessario un confronto positivo tra le diverse generazioni. I giovani hanno bisogno della esperienza esistenziale degli anziani, questi, poi, necessitano del sostegno, dell’affetto, della creatività e del dinamismo dei giovani. Solo nel dialogo e nell’incontro fra le generazioni, si possono costruire progetti condivisi, imparando gli uni dagli altri, scambiando competenze e conoscenze in vista del bene comune.

Il secondo strumento che papa Francesco propone in vista della costruzione della pace è un serio impegno per l’educazione delle nuove generazioni. Esiste uno squilibrio tra quanto le varie Nazioni investono per gli armamenti e le ristrette risorse economiche a favore della cultura della cura. Occorre stabilire con urgenza un patto educativo per e con le nuove generazioni, coinvolgendo le famiglie, le scuole, le religioni, allo scopo di formare persone adulte mature, che possano affrontare positivamente l’attuale  situazione. I giovani sono il presente e il futuro della società e della Chiesa. Ad essi devono indirizzarsi le nostre forze in vista di un futuro sostenibile. Utilizzo questa occasione per proporre di nuovo la composizione di un tavolo di lavoro comune, perché collaborando insieme tra Istituzioni ecclesiali e civili, con famiglie e associazioni, tra scuola e università, si possa contribuire a dare corpo nel nostro ambiente a un progetto formativo comune, da utilizzare a servizio di un nuovo umanesimo, che aiuti i nostri giovani e ragazzi a divenire una presenza responsabile, mediante un loro coinvolgimento pieno, a servizio della società civile e della comunità ecclesiale.

Per assicurare la pace, papa Francesco suggerisce, infine, l’impegno per offrire un lavoro dignitoso a tutti. E’ il lavoro che offre la possibilità di dare un senso compiuto alla vita di ogni persona, garantendone una realizzazione piena. Purtroppo la pandemia ha aggravato la situazione del mondo del lavoro, così che sono fallite molte attività economiche e produttive. Occorre ricreare le condizioni perché ogni lavoratore possa offrire il suo contributo alla vita della propria famiglia e della società e così sentirsi parte attiva e responsabile. Il lavoro, quindi, è uno strumento prezioso e indispensabile per costruire la pace.

Maria, madre di Dio e della Chiesa, favorisca l’ardente desiderio di tanti uomini di buona volontà per collaborare nella costruzione di un mondo più umano e fraterno.

+ Vescovo Oscar