11 aprile 2020

Sabato della Settimana Santa

Segno di Croce

Dal libro dei Salmi (Sal 15)

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio cuore mi istruisce. Io pongo sempre innanzi a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare.

Di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro,

perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.

Padre nostro

Preghiera:

Strappaci dal volto,

ti preghiamo, o dolce Risorto, il sudario della disperazione

e arrotola per sempre,

in un angolo, le bende del nostro peccato.

Donaci un po’ di pace.

Preservaci dall’egoismo.

Accresci le nostre riserve di coraggio.

Raddoppia le nostre provviste di amore.

Amen.

Lettura:

Sono in Italia per problemi di salute e, mentre attendo che i medici mi diano l’OK per il rientro in Mozambico, i miei superiori mi chiedono di andare a dare una mano in una comunità al sud Italia che, strano ma vero, avevo aperto con altre due sorelle, 25 anni fa.

Niente viene a caso: dico io, sono disponibile! Difatti, è proprio da questa comunità di Caserta dove ho avuto il mio primo contatto, incontro con il mondo africano e da dove sono partita per l’Africa!

Casa Rut, dove mi trovo dall’ottobre scorso, è una comunità di accoglienza per giovani donne migranti, sole o con figli, in situazione di difficoltà o sfruttamento, provenienti per la maggior parte dalla ‘tratta di esseri umani’.

Ma che cosa è in concreto Casa Rut e cosa fa la nostra comunità?

Casa Rut è un luogo di vita, abitato da volti, storie di ragazze di ogni nazionalità, prevalentemente Africane, vittime di tratta: donne violate, umiliate e derubate della loro dignità. Giovani donne migranti, spesso minorenni o con bambini, ridotte a merce, a schiave sulle strade delle nostre città.

Queste ragazze arrivano nella nostra comunità accompagnate dalle forze dell’ordine, da altre associazioni, dal Centro “Anti-Tratta” territoriale o dalla Caritas, dalle commissioni territoriali o anche da sole, tenendo in mano un pezzetto di carta dove è indicato il nome e l’indirizzo della casa che, persone di buon cuore, hanno loro indicato.

Con loro si vive ogni giorno, fianco a fianco, con la pazienza di costruire relazioni di fiducia e rispetto delle diversità, aiutandole a lenire le ferite, a gestire i conflitti, avviando percorsi personalizzati di accompagnamento, di lingua italiana (alfabetizzazione e licenza media), di regolarizzazione e di formazione professionale e addestramento al lavoro.

In questo ambiente umano e familiare, in uno stile di accompagnamento che promuove la persona nella sua dignità, superando l’assistenzialismo, queste giovani donne, madri, hanno l’opportunità di confrontarsi e misurarsi con la quotidianità cercando e costruendo il loro cammino verso l’autonomia e la vera libertà, aprendo i loro occhi e il loro cuore al ‘Sogno’ di un domani migliore.

Vite, volti, storie di donne segnate da sofferenza e dolore, da violenza e discriminazione, bisognose di una mano amica, di un cuore di madre e sorella che si fa prossimo, di qualcuno che le aiuti a guardare avanti per poter ancora credere che insieme è possibile rialzarsi e che qualcuno può curare le ferite profonde del corpo e dell’anima e che la ‘Resurrezione’ a una vita nuova, diversa è ancora possibile perché amate per quello che sono, anche nelle loro fragilità.

Questa sarà la loro Pasqua, toccare con mano attraverso il servizio nostro e dei nostri collaboratori, un Dio d’Amore che dà la sua vita, il suo tempo, le sue energie, le sue forze mettendosi al loro fianco, ai loro piedi come Maria davanti alla croce che diventa Madre di tutta l’umanità e raccoglie le sue figlie, i suoi figli sotto la Sua protezione.

Suor Dominique De Blasio

Missionaria Orsolina del Sacro Cuore di Maria in Mozambico