10 aprile 2020

Venerdì della Settimana Santa

Segno di Croce

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 18,1 – 19,42)

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Padre nostro

Preghiera:

O Croce di Cristo,

ti vediamo ancora oggi nei misericordiosi che trovano nella misericordia

l’espressione massima della giustizia e della fede.

O Croce di Cristo,

ti vediamo ancora oggi nelle persone semplici

che vivono gioiosamente la loro fede nella quotidianità

e nell’osservanza filiale dei comandamenti.

O Croce di Cristo,

ti vediamo ancora oggi nei pentiti che sanno,

dalla profondità della miseria dei loro peccati, gridare:

Signore ricordati di me nel Tuo regno!

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei beati e nei santi

che sanno attraversare il buio della notte della fede

senza perdere la fiducia in te

e senza pretendere di capire il Tuo silenzio misterioso.

Amen.

Lettura:

Il Servo di Dio ben conosce il patire, lo sta amaramente gustando, beve fino in fondo il calice che non può, non deve passare “senza che io lo beva. Sia fatta la sua volontà”. Ma che inaccettabile sapore ha questa volontà! Chi è servo per amore va fino in fondo, ci mette faccia, mani, piedi, costato; solo così diventerà re, portando la corona fatta con le spine del roveto ardente, per mostrare a tutti come si fa ad amare da Dio, fino al profondo della sconfitta.

Ai suoi piedi Maria. La serva del Signore, la donna, la madre. Non solo madre di Dio, da oggi è anche madre del discepolo. Madre della Chiesa generata dal sacrificio del Figlio di Dio. Madre mia. Madre della misericordia.

Alle porte di un santuario nascosto nel cuore dell’Africa, con la tecnica coloniale delle ceramiche colorate, è stata riprodotta una grande crocifissione. Da una parte Cristo guarisce e insegna ai discepoli, sullo sfondo la città di Gerusalemme. Dall’altra, i missionari curano malattie e portano il

vangelo alla gente africana, ai piedi delle montagne del nord del Mozambico. Piantati al centro della storia e del mondo, hanno sembianze nere il Cristo crocifisso, la Madonna addolorata e il Discepolo amato. “Donna, ecco tuo figlio. Figlio, ecco tua madre”. Scritte in lingua macua, queste parole dominano la scena. Gesù con queste parole lascia alla madre e al discepolo le sue ultime volontà, egli regala l’uno all’altra.

Come spesso accade quando ci si congeda, egli affida loro allo stesso tempo un incarico e una compagnia: preoccupati di lui, servilo e amalo come un figlio, così lui sarà sempre con te e ti amerà come una madre.

È anche un segno di fiducia: non finisce qui, non siete soli, questa famiglia non si spezzerà.

Maria, da Nazareth al Calvario, verso la Pentecoste e oltre, non smette di dire il suo “sì”; così la Vergine si fa Madre. Madre di ogni uomo, madre nostra.

“Tu ci conosci bene tutti, con le nostre ferite e le nostre piaghe; conosci anche lo splendore celeste che l’amore del figlio tuo vorrebbe espandere su di noi nella luce eterna. Guida perciò i nostri passi con cura. Nessun prezzo per te è troppo alto per condurci alla mèta.” (Edith Stein).

Quanto è lontana questa mèta, figlio di Dio! Quanto è lontana questa mèta, Madre dell’uomo, per noi che facciamo diventare questo mondo una valle di lacrime!

Vergine immacolata assunta in cielo, madre della Chiesa, madre della Misericordia, porta tutti i tuoi figli nel cuore di Cristo redentore, che vive in mezzo a noi.

Don Filippo Macchi

Prete Fidei donum di Gemonio in Mozambico

Oggi: Colletta per la Terra Santa

La Colletta per la Terra Santa nasce dalla volontà dei Papi di mantenere forte il legame tra tutti i cristiani del mondo e i Luoghi Santi e per ricordare alla Chiesa un impegno che risale all’epoca apostolica. San Paolo VI, attraverso l’Esortazione apostolica Nobis in animo (25 marzo 1974), ha voluto dare una spinta decisiva in favore della Terra Santa disponendo, tra le varie cose, che “in tutte le chiese una colletta abbia luogo il Venerdì Santo o in qualche altro giorno, con lo scopo di mantenere non solo i Luoghi Santi, ma anche ogni attività pastorale, benefica, educativa e sociale che la Chiesa svolge in Terra Santa per beneficare i fratelli cristiani e la popolazione locale”.