22 febbraio 2020 - Como, Santuario S. Cuore

Voti perpetui Suore Guanelliane

Care sorelle che state per donarvi definitivamente a Cristo,

La vostra scelta è certamente dettata da un amore intenso per il Signore Gesù, vostro sposo, per il quale siete disposte ad amare e servire i fratelli con la sua stessa carità.

Voi provenite da un paese lontano e certo la lontananza dalla famiglia e dal vostro ambiente di vita può  esservi costosa, ma vi sentite pienamente inserite in una famiglia più grande, quella delle figlie di Santa Maria della Provvidenza, che vi hanno subito  accolto come un grande dono del cielo.

L’Italia è divenuta purtroppo una terra infeconda, tanto è difficile e raro imbattersi in giovani donne disposte a sacrificare la loro vita per Cristo e per i suoi fratelli più poveri. Così voi ci offrite un grande esempio con la generosità del vostro dono e non permettete che un’opera di Dio quale è il vostro Istituto possa venir meno.

Voi oggi siete piene di entusiasmo e di voglia di impegno. Vi auguro che esso non venga mai meno, ma troviate sempre nuove fresche energie, frutto dell’amore, per amare e servire sempre, nonostante le fatiche e a volte anche le incomprensioni degli uomini.

L’amore incandescente per il Signore vi farà superare ogni tentazione di disimpegno e di scoraggiamento. “le grandi acque non possono spegnere l’amore”, ci ha insegnato la sposa del Cantico. Il vostro entusiasmo mai si spenga, anzi vi consumi in uno dono sacrificale di voi stessi.

Condizione essenziale per vivere una vita serena e per poterla trasmettere è che la vostra persona si lasci pienamente coinvolgere con il sentire della comunità alla quale siete destinati, senza trovare scappatoie per evadere, magari anche per servire altrove, sapendo che le sorelle della vostra comunità (e non le altre al di fuori, sono il vostro “prossimo più prossimo”). Con loro mostratevi unanimi e concordi, non per un obbligo disciplinare, ma per la vostra dedizione incondizionata, alla quale è legato il dono della fedeltà e della gioia.

Vivete profondamente radicate nel Signore Gesù come il tralcio alla vite.

Non accontentatevi di servirlo nei fratelli. Incontratelo, appena potete nel corso della giornata, nell’umile silenzioso segno della Eucaristia, nel cibo quotidiano che non perisce, ma che nutre ciascuno secondo le sue disposizioni di cuore e secondo le sue necessità.

Il divino agricoltore sa come potarvi perché possiate fare più frutto, mentre la potatura è occasione da utilizzare per giungere ad un dono più grande.

Sentitevi sempre, oltre che spose di Cristo, anche sue discepole. Imparate da lui a dare gloria al Padre attraverso tutta la vostra vita unificata dall’amore, quello per Dio e per coloro a cui il Signore vi invierà, in spirito di piena e totale fraternità.